On the Border | Pietro Giliberti • Antonella Messina • Francesca Maria Tobia

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Chi frequenta il mondo del Teatro conosce bene il significato dei termini retropalco e palco, dietro ai quali si nasconde il meccanismo di interazione che consente la perfetta riuscita di una rappresentazione. Il retropalco costituisce l’essenza della finzione narrativa, qualcosa che rimane occultato all’occhio dello spettatore, mentre il palco è il luogo cui può accedere lo sguardo del pubblico, quello in cui si concretizza la magia dello spettacolo.

Catturato da quanto avviene sul palco lo spettatore che non abbia conoscenze specifiche, difficilmente può immaginare cosa accade in quegli spazi la cui visione gli è negata. È proprio in quell’universo sommerso che lavorano coloro i quali rendono possibile il manifestarsi dello spettacolo ai suoi occhi. È un mondo quello del retropalco, composto da attori non protagonisti che permettono agli attori sul palco di interpretare il loro ruolo. Registi, scenografi, direttori di palcoscenico, direttori degli allestimenti, tecnici di palcoscenico, sarti, parrucchieri, responsabili delle luci, maestri del coro e tanti altri sono personaggi che non appaiono mai sulla scena in prima persona, ma senza il loro lavoro nulla sarebbe possibile.

Palco e retropalco sono quindi luoghi scenici che si alternano continuamente, si susseguono in un ordito dettato dall’impossibilità di esistere dell’uno rispetto all’altro senza quel continuo interscambio che nasce dal dialogo silenzioso fra le parti.
A volte il retropalco può fondersi con il palco diventandone parte integrante, nell’annullamento di quella dicotomia in cui oscurità e luce, finito e infinito dello spazio-tempo assurgono al ruolo di protagonisti on the border al servizio di un unico fine: il coinvolgimento dello spettatore.
la redazione



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Aida, interpretata dalla soprano Yasuko Satō, nel retropalco pochi minuti prima di entrare in scena,fotografata dal retroplaco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Le coriste dell’Ente Luglio Musicale Trapanese che, sul palco, ricoprono il ruolo delle Sacerdotesse, fotografate dal retropalco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Il direttore musicale di palcoscenico Mirco Reina gestisce tutti gli attori non protagonisti seguendo la partitura dell’opera dal Retropalco durante la messa in scena. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Il re d’Egitto, interpretato dal basso Enrico Rinaldo, fotografato sul palco attraverso una fessura su una delle pareti delle quinte. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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La Sacerdotessa, interpretata dalla soprano Luciana Pansa, nel retropalco in attesa di entrare in scena, fotografata dal retroplaco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Le comparse dell’Ente Luglio Musicale Trapanese che ricoprono il ruolo degli schiavi etiopi. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Arpista mentre esegue la sua parte, fotografata all'interno della buca. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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La disperazione di Aida, interpretata dalla soprano Yasuko Satō, durante l’Atto II per il trionfo dell'Egitto e la sconfitta del suo popolo, fotografata dal palco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Corpo di ballo dell’Ente Luglio Musicale Trapanese che si accinge ad entrare in scena, fotografato dal retropalco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Il direttore degli allestimenti Damiano Pastoressa mentre osserva la proiezione dell’ombra dell’occhio di Horus, simbolo della Luna ed emblema di protezione, sulla parete della scena. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Aida, interpretata dalla soprano Yasuko Satō, che si trova sulla soglia dell’ingresso della sala dell’appartamento di Amneris, fotografata dal retropalco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Dettagli della scenografia raffiguranti il Dio Anubi, divinità dei defunti. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Ramfis, il capo dei sacerdoti, interpretato dal basso Giovanni Furlanetto, fotografato dal retropalco. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Aida, interpretata dalla soprano Yasuko Satō, e Radames, interpretato dal tenore Eduardo Aladrén, fotografati dal palco durante la scena II del quarto e ultimo atto all’interno della tomba di Radames dove i due amanti accettano il loro terribile destino, confermando l'amore l'un per l'altra. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.
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Dettagli della tomba di Radames, fotografata dal palco, dietro i pannelli scorrevoli della scenografia. Teatro di Tradizione G. Di Stefano, Trapani, luglio 2017. © Pietro Giliberti - Antonella Messina - Francesca Maria Tobia.


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