A Geisha's Tale | Fabrizio Bonifazi

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Per un occidentale uno dei simboli più scontati del Giappone sono le geishe. A questo termine si associano preconcetti e idee che spesso poco o nulla hanno a che vedere con la realtà. Il sostantivo geisha si scrive in giapponese utilizzando due kanji (caratteri): 芸者. Il primo ( on yomi: gei, un / kun yomi: u, nori,waza) significa arte, tecnica, il secondo (on yomi sha / kun yomi mono) significa persona, qualcuno. Con questo termine quindi si indica un’artista, una persona che fa dell’arte.

Nel periodo dell’apprendistato le ragazze che intraprendono questa professione vengono definite maiko (舞妓 o 舞子) ovvero ragazze che danzano ( on yomi bu / kun ma, mai che significa danza e on yomi ki, gi / kun wazaogi, utaime ragazza che canta o 子 on yomi shi, su, tsu / kun ko, ne che vuol dire bambino e si trova spesso nella finale dei nomi femminili). Ad esse si riconduce sovente l’immaginario iconico occidentale. Altro termine con cui si indicano le maiko in Giappone è geiko (芸妓) che si riferisce in peculiarmente alle maiko del quartiere di Gion a Kyoto, mentre nel Kansai, area che comprende Kyōto e Ōsaka, con questo vocabolo si indica una geisha che segue la tradizione da una cosiddetta onsen geisha che lavora prevalentemente in alberghi e centri termali.

L’attrazione esercitata sugli occidentali delle geishe e buone dosi di cattiva educazione hanno costretto le autorità giapponesi a disporre per le vie di Gion (祇園) dei cartelli in cui si proibisce di attirare l’attenzione delle ragazze infastidendole. Di fatto un approccio rispettoso consente di instaurare un rapporto tranquillo in cui lo scatto fotografico non viene vissuto come atto predatorio e permette di raccontare, sia pure in superficie, qualcosa della vita di queste ragazze.
la redazione



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Una giovane maiko rientra nella sua okiya. © Fabrizio Bonifazi.
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Ritratto della geiko Tsunemomo. © Fabrizio Bonifazi.
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Ritratto della giovane maiko Kanohiro. © Fabrizio Bonifazi.
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Ritratto della geiko Miharu. © Fabrizio Bonifazi.
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Ritratto nascosto dal ventaglio della giovane maiko Tomitsuyu. © Fabrizio Bonifazi.
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Una maiko in procinto di attraversare le strisce pedonali. © Fabrizio Bonifazi.
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L'entrata di Gion, le geishe si fanno strada tra la folla per raggiungere le okiya o i locali dove lavorano. © Fabrizio Bonifazi.
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Ritratto di una maiko. © Fabrizio Bonifazi.
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Una maiko attende al semaforo di Gion. © Fabrizio Bonifazi.
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Una delle ultime apparizioni della famosa maiko Mamefuji, prima del suo ritiro. © Fabrizio Bonifazi.
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Il locale Rakuraku, una giovane maiko utilizza l'ascensore interno per raggiungere i clienti. © Fabrizio Bonifazi.
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Una geiko, appena scesa da un taxi, raggiunge un locale. © Fabrizio Bonifazi.
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Tre maiko insieme, mentre fanno ritorno alla propria okiya: Katsuhina, Katsue e Katsusen. © Fabrizio Bonifazi.
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La tradizione di colorare i denti di nero, ohaguro. © Fabrizio Bonifazi.
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La maiko Mamesumi in un tipico taxi giapponese. © Fabrizio Bonifazi.


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