Giungla | Marco Barbieri

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Giungla è una mappa fotografica urbana, un racconto per immagini dei luoghi interessati dalle più importanti operazioni anti-mafia dagli anni Novanta a oggi, portate avanti dalle Forze dell’Ordine tra Milano e hinterland.

Con un approccio giornalistico, ma non esclusivamente didascalico, si vuole testimoniare la diffusione a macchia d’olio della 'Ndrangheta nella città e al contempo sottolineare la natura estremamente sfuggente, pervasiva e sotterranea dell’attività mafiosa.

Come le radici degli alberi, i clan originari della Calabria, a partire dagli anni Settanta, si sono espansi dapprima nelle province lombarde, rimanendo sottotraccia, fino ad arrivare a mettere le mani anche sul capoluogo. Qui, la connivenza con uomini d’affari e politici compiacenti ha permesso loro di conquistare segmenti sempre più ampi dell’economia.

Le cosiddette ‘Ndrine hanno trasformato la città nel profondo con la loro ramificazione intricata, crescendo sotto l’asfalto, modellando marciapiedi, emergendo talvolta dalla terra, creando una vera e propria giungla di relazioni. Raramente si sono rese protagoniste di episodi gravi o delittuosi, molto più spesso il processo di infiltrazione è stato così lineare e costante da non destare l’interesse della comunità locale, che per anni ha negato il fenomeno. Tuttavia, i segni della presenza mafiosa sono da ricercare vicino a noi. L’obiettivo di questo lavoro è proprio quello di renderli visibili per non far calare l’attenzione su di un problema che non riguarda solo Milano, e nemmeno il Sud, ma l’Italia intera.
Marco Barbieri



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Giungla, Milano, 2015.
Nel territorio di Milano, a partire dagli anni 70, compiacenti politici, uomini d’affari e professionisti hanno permesso alla ‘Ndrangheta di conquistare importanti segmenti dell’economia locale, soffocando il cuore della città in una giungla di relazioni. Il processo è stato lineare e silenzioso, dall’hinterland verso il centro, l’infiltrazione è diventata radicamento, e i segni oggi sono visibili alla luce del sole, vicino a noi. © Marco Barbieri.
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Via dei Mille, Buccinasco, Milano, 2015.
Sentenza Nord-Sud, 1981: si svolge in un bar di Buccinasco uno dei più importanti summit di tutta la storia della ’Ndrangheta, tra i referenti delle ‘Ndrine lombarde e i capi delle cosche calabresi. © Marco Barbieri.
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Via Cesare Lombroso, Milano, 2015.
Operazione For a King, 2007: nella zona dell'Ortomercato, il nightclub For a King è al centro di un traffico internazionale di stupefacenti e viene chiuso. Molte cooperative gravitanti attorno all’Ortomercato, all’apparenza impeccabili, risultano funzionali al riciclaggio di denaro sporco da parte delle cosche. © Marco Barbieri.
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Via Andrea Maria Ampère, Milano, 2015.
Operazione Metallica, 2008: ancora una volta è il tavolo di un bar il luogo scelto dai boss per incontrare i propri collaboratori, impartire ordini e gestire gli affari. Ma in questo caso non è nell’hinterland di Milano bensì in zona Città Studi. © Marco Barbieri.
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Via Sebastiano Satta, Milano, 2015.
Il 2009 è un anno di sangue e di vendette; il Ringo della Comasina entra in un bar e apre il fuoco davanti a tutti, uccidendo sul posto il fratello del re di Quarto Oggiaro. © Marco Barbieri.
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Via Bruno Cassinari, Milano, 2015.
Operazione Montecity-Rogoredo, 2009: le cosche si infiltrano nella redditizia attività di smaltimento e trasporto di terre inquinate all’interno dei cantieri di una Milano in costante espansione edilizia. La rete di appalti e sub appalti è talmente difficile da tracciare da garantire loro di operare indisturbati. © Marco Barbieri.
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Via Comasina, Milano, 2015.
Operazione Redux-Caposaldo, 2011: la ‘Ndrangheta è riuscita a infiltrarsi anche nella movimentazione della terra di risulta. Anziché estorcere il tradizionale pizzo agli imprenditori, le ‘Ndrine impongono i propri camion nei cantieri e si legano ad imprese pulite per partecipare agli appalti pubblici. © Marco Barbieri.
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Via Giovanni Celoria, Milano, 2015.
Nel 2012 va a fuoco il camioncino di un venditore ambulante di panini, che sostava di fronte al Politecnico. Uomini come lui devono pagare il pizzo per poter lavorare, altrimenti arrivano le fiamme. © Marco Barbieri.
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Bastioni di Porta Volta, Milano, 2015.
Ordinanza Processo Zambetti, 2012: l'assessore regionale della Lombardia ed esponente del Pdl Domenico Zambetti viene arrestato con l’accusa di compravendita di voti alle elezioni regionali del 2010. Una delle intercettazioni ambientali avviene durante una cena elettorale in un ristorante di pesce del centro di Milano. © Marco Barbieri.
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Viale Romagna, Milano, 2015.
Un rapporto prolungato quello tra Zambetti e la ‘Nrangheta. L'assessore aveva fatto assumere all'ALER la figlia di un presunto boss, in un primo momento assegnata alla sede di Gratosoglio e successivamente trasferita nella sede centrale, a seguito delle lamentele per la distanza da casa. © Marco Barbieri.
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Via Vialba, Milano, 2015.
Nel 2013 due pregiudicati vengono trovati cadaveri nella zona degli Orti di Vialba, a Quarto Oggiaro. Omicidi e intimidazioni sono espedienti tradizionali, punte di un iceberg più profondo e strutturato, ma non per questo del tutto superati anche in un contesto di mafia imprenditoriale. © Marco Barbieri.
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Via Valtellina, Milano, 2015.
Operazione Platino, 2014: i clan controllano un giro di estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti nelle discoteche milanesi, con i cui proventi finanziano i vertici delle cosche in carcere. © Marco Barbieri.
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Via Odessa, Buccinasco, Milano, 2015.
Nel 1982 viene introdotta nel codice penale la norma relativa alla confisca dei beni in mano ai boss mafiosi e al loro riutilizzo sociale. Grazie a questa legge, il quartier generale dei Sergi a Buccinasco oggi è sede di un asilo nido. © Marco Barbieri.
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Viale Montello, Milano, 2015.
Le confessioni della testimone di giustizia Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido dall’ex compagno Carlo Cosco nel 2009, hanno consentito di fare luce sugli omicidi e le attività illecite perpetrate dalla ‘Ndrangheta insediata nella città. A lei è stato dedicato un giardino pubblico di fronte al condominio in cui abitava. © Marco Barbieri
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